Archives for gennaio 2018

gennaio 18, 2018 - No Comments!

Incontro DevOps 2018 – Build your serverless glue application using AWS Lambda

Anche quest’anno saremo presenti a Incontro DevOps con un nuovo workshop.

Esistono molte risorse online in grado di aiutarti a partire con AWS Lambda, ma c’è una carenza di contenuti in grado di portarti ad una soluzione di architettura serverless estesa, in ambienti di produzione. Parte della motivazione è legata al fatto che le pratiche e i pattern sono ancora in fase di evoluzione. Nonostante l’hype iniziale attorno a questo termine, molte aziende sono ancora all’inizio del loro percorso di adozione di questo paradigma che offre notevoli vantaggi.

Il workshop “Build your serverless glue application using AWS Lambda” nasce dall'esperienza sul campo in contesti piuttosto complessi. Copre tutti gli aspetti necessari per essere production ready con una soluzione basata su AWS Lambda, tra cui:

- autenticazione e autorizzazioni
- Continuous Integration
- come organizzare le funzioni
- logging e monitoring
- integrazione di più fonti e servizi esterni

 

Storicamente con il termine glue code ci si è riferiti a del codice sorgente scritto per adattare tra loro moduli software altrimenti incompatibili. Oggi, la cloud-transformation, i numerosi servizi eterogenei ed API-first hanno reso tale pratica quanto mai attuale. Come affrontiamo il conseguente aumento di glue code nelle nostre applicazioni? Quali vantaggi offre un approccio serverless? Quali pattern usare?

Il prossimo 8 marzo a Bologna avrai la possibilità di imparare a costruire applicativi in grado di catturare eventi, elaborarli e renderli disponibili a servizi esterni, basandosi su architetture Serverless. In questo workshop mostreremo come sfruttare AWS Lambda e Amazon API Gateway per ridurre il time to market e la quantità di glue code necessaria ad implementare un'applicazione web che raccolga dati da varie fonti e comunichi con servizi di terze parti come Slack o Twilio. Vedremo anche come configurare la soluzione di Continuous Integration e Monitoring dell'applicazione.

Il costo del biglietto early bird è di € 180, compila il form per la registrazione o contattaci per sconti di gruppo.

gennaio 11, 2018 - No Comments!

CULTURAL CONTEXT IS EVERYTHING

Nell'adozione di agile o delle pratiche lean, il contesto culturale è tutto. Operando nell'ambito del cambio delle organizzazioni, la cultura non è un fattore che può essere trascurato ma al tempo stesso, non è soggetto a principi di design. Matteo Carella esamina gli "errori del passato" da Toyota al modello Spotify per capire il presente e il futuro.

 

Il talk di Matteo, presentato all'ultimo AgileBusinessDay enfatizza il ruolo e il peso della cultura nell'ambito dell'adozione delle pratiche agili. Differenti culture conducono a differenti risultati, dipendentemente dal contesto. Seguono alcune note sulla cultura come fenomeno complesso, che non può essere soggetto a principi di design (banalmente come quelli della mera applicazione di processo), ma che può essere solo analizzato in base alla sua naturale disposizione (che cambia continuamente).

Considerare la cultura come qualcosa suscettibile di design o "impiantabile" comporta una serie di antipattern e misconceptions che conducono a cambi culturali poco o per nulla effettivi (es. la replica a tutti i costi del modello Toyota nelle industrie americane fino all'ossessione per il "modello Spotify" inteso erroneamente come framework piuttosto che come esempio di cultura). L'utilizzo dei rituali nell'ambito dell'organizational design e il loro significato cognitivo. Esempi di successo (Zalando e Lego®) basati su una cultura aziendale sana, radicata e spontanea.

gennaio 10, 2018 - No Comments!

CONTINUOUS DELIVERY: DOVE SIETE E DOVE POTETE ARRIVARE?

 

Agli ultimi Agile Days a Urbino, Joe Bew ha spiegato cosa significa fare Continuous Delivery, quali sono i passi che in modo iterativo e incrementale aiutano il team a raggiungere una maggiore consapevolezza e conoscenza sul tema, al fine di modellare il processo di rilascio software per adattarsi meglio ai requisiti di business.

Durante le sue attività di supporto ai team, Joe ha messo a punto una tecnica per fare emergere l’attuale processo di delivery per visualizzare gli impedimenti e capire quali passi compiere per visualizzare il processo corrente:

  1. expectation
  2. discover
  3. visualize
  4. redesign
  5. realize
  6. share

Grazie a questo format i vari stakeholder sono riusciti ad evidenziare eventuali roadblock e migliorare il loro processo di delivery.

gennaio 10, 2018 - No Comments!

I TERRIBILI “GUARDIANI DELLA CODEBASE”

Spesso le persone con maggiori conoscenze tecniche e di maggiore esperienza tendono col tempo a diventare over protettive nei confronti del software che hanno costruito con tanta passione. Durante il talk dell'ultimo Agile Days, Paolo D'incau ha raccontato quali sono i principali danni che questo comportamento può arrecare in un’azienda agile e come la figura del “guardiano” possa naturalmente evolvere in un’altra figura che agisce da catalizzatore per la crescita del team.

 

 

Il talk nasce dall'osservazione sul campo di un pattern presente in tanti team dove spesso la persona con più conoscenza tecnica e di prodotto non riesce a rilasciare il controllo e far crescere le persone che ha accanto, perché teme di far abbassare la qualità della codebase.

Il tema è molto caro a Paolo, che afferma: "mi considero un guardiano della codebase "disintossicato" e ho avuto a che fare con parecchi guardiani negli ultimi anni quindi ho moltissimi esempi reali da raccontare durante il talk per guidare la discussion. Credo che in un mondo come il nostro, in cui si parla spesso di eccellenza tecnica e di craftsmanship valga la pena ricordare che alla base di un team agile c'è ben altro, come il lavoro di squadra e la crescita omogenea delle persone."